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Meta, Walmart, Stripe e Sierra lanciano un protocollo aperto per gli agenti AI nel commercio

Un gruppo di aziende tecnologiche e della grande distribuzione ha pubblicato un nuovo standard aperto pensato per regolare il modo in cui gli agenti di intelligenza artificiale interagiscono con i servizi delle imprese. L’iniziativa, chiamata “personal agent protocol”, vede coinvolte Meta, Walmart, Stripe e Sierra, la startup di intelligenza artificiale per le imprese co-fondata da Bret Taylor, ex co-CEO di Salesforce e attuale presidente di OpenAI, che guida il progetto. La notizia è stata riportata da aisecret.us.

Perché serve uno standard

Secondo Taylor, oggi manca un linguaggio comune tra gli agenti personali e i sistemi delle aziende. Senza regole condivise, le imprese non sanno distinguere un agente che opera per conto di una persona reale da un bot generico, né possono controllare cosa accade quando questi software accedono ai loro servizi. “È una sorta di caos finché non esiste uno standard del genere”, ha dichiarato Taylor.

Il riferimento pratico è l’esperienza del login con credenziali Google o Facebook: un meccanismo di autenticazione che permette al sito di sapere chi sta accedendo e con quali autorizzazioni. Il protocollo punta a fare qualcosa di simile per gli agenti AI, offrendo alle aziende visibilità su cosa fanno questi software all’interno dei loro sistemi.

Sicurezza e controllo dei dati

David Singleton, vicepresidente dell’engineering e dei prodotti consumer di Meta Superintelligence Labs, ha sottolineato le implicazioni sulla sicurezza. Per funzionare bene, gli agenti devono gestire informazioni personali e dati di pagamento, e lo standard dovrebbe introdurre un livello di trasparenza e controllo su questi passaggi. Singleton ha paragonato il protocollo a ciò che è stato l’email: un sistema che funziona proprio perché tutti possono usarlo per comunicare tra loro.

Il caso Muse e i blocchi delle piattaforme

Il contesto in cui nasce l’iniziativa è quello del successo di Muse, l’agente personale lanciato da Meta a inizio settembre, che ha raggiunto la vetta dell’App Store di Apple davanti a ChatGPT. Secondo Singleton, Muse conta già milioni di utenti negli Stati Uniti e sta crescendo rapidamente, con utilizzi che vanno dall’iscrizione dei figli a corsi all’acquisto di regali fino alla prenotazione di appuntamenti.

Non tutte le piattaforme però hanno accolto bene questi agenti. Amazon ha bloccato gli agenti di Meta citando preoccupazioni legate allo scraping dei siti web, e ha fatto lo stesso con l’agente di Perplexity, arrivando a citare in giudizio la startup a novembre con l’accusa di aver mascherato i propri agenti per continuare a raccogliere dati senza autorizzazione. Perplexity ha definito la causa una “tattica intimidatoria”.

Chi aderisce e cosa resta da verificare

Al momento OpenAI e Anthropic non risultano tra i firmatari del protocollo. Taylor ha detto di aspettarsi che anche i grandi laboratori di AI vi partecipino, aggiungendo che sarebbe “davvero deluso” se lo standard non venisse adottato dai concorrenti, perché l’obiettivo dichiarato è proprio quello di essere aperto.

Restano da chiarire diversi aspetti concreti: le specifiche tecniche complete del protocollo, le modalità di adesione per le aziende e i tempi di effettiva adozione. La portata dell’iniziativa dipenderà in larga misura dalla disponibilità dei principali attori del settore a implementarla nei propri sistemi.

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