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Gemini introduce la modalità Tasks: delega compiti tra oltre 40 app

Google ha aggiornato l’app Gemini con una novità che sposta il baricentro dall’assistente conversazionale a un sistema che esegue compiti in autonomia. Secondo quanto riportato dalla newsletter di Futurepedia, nella app è ora disponibile Gemini 4 Argon, accompagnato da una modalità Tasks che permette di affidare a Gemini attività da svolgere anche quando non si è davanti al computer.

Cosa cambia nell’app

La novità principale è un interruttore nella finestra principale della chat che consente di passare dalla conversazione alla modalità Tasks. In questa modalità Gemini può lavorare su richieste che coinvolgono i servizi Google e un insieme più ampio di applicazioni collegate.

Stando alla fonte, Gemini si collega a oltre 40 app, tra cui Instacart, OpenTable, Adobe e Shopify. Gli esempi citati riguardano la spesa, la prenotazione di un tavolo e attività legate al design o alla gestione di un’attività commerciale.

Le altre novità di Gemini 4 Argon

Il modello viene presentato come un passo avanti nel ragionamento su compiti complessi. La fonte indica alcune differenze nel comportamento: risposte più dirette e con meno cautele superflue, minore ripetizione e meno formule stereotipate. Per le attività più lunghe, Gemini comunicherebbe con maggiore frequenza lo stato di avanzamento.

Sul fronte dello sviluppo, vengono segnalati miglioramenti nel coding. In particolare, l’interfaccia di coding agentico di Google Antigravity sarebbe ora accessibile direttamente dall’app Gemini per macOS, rendendo più semplice alternare chat e programmazione.

A chi può essere utile

La modalità Tasks interessa soprattutto chi vuole delegare operazioni pratiche e ripetitive senza restare davanti allo schermo, mentre le migliorie al coding riguardano sviluppatori e chi lavora con strumenti di programmazione assistita. L’accesso a Gemini 4 Argon e alle funzioni Tasks è riservato, secondo la fonte, agli abbonati Google AI Pro e Ultra.

Dettagli ancora da verificare

Il materiale disponibile non chiarisce come funzionino nel concreto le integrazioni con le singole app, quali permessi siano richiesti, in quali Paesi siano attive e con quali limiti operativi. Non vengono indicati prezzi, tempistiche di distribuzione oltre al generico avvio da subito, né un elenco completo delle applicazioni supportate. Per questi aspetti conviene fare riferimento agli aggiornamenti ufficiali di Google.

La notizia è stata segnalata dalla newsletter di Futurepedia.

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